Beauty routine allargata: non conta solo cosa fai, ma come lo fai
- Posted by Elena Colombo
- beauty routine, bellezza consapevole, cura di sé, rituali di bellezza
La bellezza è anche un modo di fare le cose
Al mare, in compagnia di un’amica molto preziosa, dopo aver concluso una giornata molto bella e impegnativa mettendo a letto le nostre figlie, ci siamo sedute per terra sul balcone e abbiamo iniziato a chiacchierare a fiume.
Cose della vita, bellezze e difficoltà, certezze e dubbi, ses*ualità, interessi, capelli, skincare coreana hanno animato le conversazioni.
Alle due di notte abbiamo vestito i nostri visi di patch per gli occhi e per le labbra, dai colori strong e improbabili, e tra le risate per i nostri visi allegramente tappezzati e trasfigurati abbiamo proseguito a parlare.
Finché la mia amica ha detto:
«Credo che le cure che rivolgiamo a noi stesse valgano solo se le facciamo in un certo modo. Credendoci».
Io credo che lei abbia ragione.
Non sono solo i principi attivi di una crema, un trucco o la ripetizione di una routine a generare un risultato.
L’ingrediente più importante per creare un effetto che agisce a un livello più profondo è l’intento di bellezza che mettiamo nelle cose che facciamo.
Esiste una differenza sottile, ma sostanziale, tra fare una cosa e prendersi cura del motivo profondo per cui la si sta facendo.
È il sapere fare che si mescola al sapere essere (o esserci): intento, presenza, volontà amorevole.
Ad esempio, pensa a quando hai la pelle molto secca, che tira e prude, e vuoi liberarti del fastidio.
Probabilmente metterai la crema in modo veloce, nervoso, con l’unico intento di azzittire rapidamente la sensazione che stai provando.
Così facendo ottieni un risultato: la crema ammorbidirà la pelle, tu ti quieterai, ma magari i tratti del viso resteranno contratti e la tua espressione più dura e ombrosa.
È diverso mettere una crema per calmare il fastidio della pelle secca dal riconoscere che la nostra pelle ha bisogno di nutrimento, di contatto e che abbiamo voglia di prenderci cura del nostro stato.
In questo secondo caso è più probabile che applichiamo la crema con gesti più dolci, che sentiamo il piacere della pelle che si rilassa, che approfondiamo il massaggio. In tutta questa piacevolezza respiriamo di più, rilassiamo la muscolatura del viso e possiamo generare effetti anche a livello circolatorio.
Non solo la pelle diventerà più morbida: tutto il viso potrà apparire più luminoso e rilassato, il corpo più aperto e la tua espressione più luminosa e viva.
Così facendo generiamo uno stato di Bellezza.
Lo dice da sempre anche il Pilates
«La cosa importante non è ciò che stai facendo, ma come lo fai».
Partendo da questo principio, possiamo ripensare il concetto di beauty routine: non più soltanto una sequenza di gesti dedicati al viso, al corpo o ai capelli, ma una beauty routine allargata, che comprende tutti quei piccoli gesti attraverso i quali scegliamo come vogliamo stare nel mondo.
Non è cosa facciamo, ma come
Siamo abituati a pensare alla bellezza in termini di risultati: una pelle più giovane, capelli effetto seta da pubblicità, un trucco che corregge i tratti del viso, un abito che perfeziona le forme.
Nel rileggere questa frase sento già lo stress che sale.
Ma la bellezza non ha a che vedere con il risultato, la funzione, la performance, la durata nel tempo.
La bellezza è, prima di tutto, evanescenza, mistero, sensazione, vibrazione.
Comincia dalla sensazione dell’acqua sotto la doccia che scorre sulla pelle.
Dall’aria calda del phon che solleva e scuote i capelli.
Dal giro che percorrono le mani intorno alle spalline del reggiseno per sistemarlo.
Dal tintinnio del braccialetto quando lo agganciamo al polso.
Da quel gesto apparentemente insignificante di annusare una crema prima di massaggiarla sulla pelle.
Sono azioni semplici, che facciamo quasi automaticamente. E proprio per questo possono diventare preziose.
Quando smettiamo di considerarle soltanto cose da sbrigare e iniziamo a considerarle gesti, cambia qualcosa.
Io li chiamo gesti universo, perché quando li compio cambia il mio stato interno e cambia il mio modo di stare al mondo.
Non serve aggiungere altri dieci passaggi alla nostra routine.
Basta fare diversamente quelli che già facciamo.
La beauty routine comincia dalla presenza
Una routine intenzionale non deve essere complicata.
Può voler dire, per esempio, dedicare qualche minuto alla detersione del viso senza fare contemporaneamente altro.
Massaggiare una crema con un gesto lento, facendo le facce buffe.
Ridere rende bellissime.
Può voler dire prendersi cura dei capelli senza fretta: spazzolarli per qualche minuto, ad esempio.
Lo sai che si narra che le regine si dessero cento colpi di spazzola prima di andare a dormire?
Anche il trucco può uscire dalla logica della correzione.
Non necessariamente cosa devo nascondere?, ma cosa voglio esprimere oggi? Come desidero sentire le mie labbra? Idratate, rimpolpate dal rosso, lucide come uno specchio?
E il profumo può diventare un accessorio invisibile per coccolare il senso dell’olfatto.
Vestirsi è già prendersi cura di sé
La beauty routine allargata comprende anche l’abbigliamento.
Non significa avere un guardaroba perfetto e tantomeno seguire le tendenze. Significa riconoscere che ciò che indossiamo ha un rapporto diretto con il modo in cui ci percepiamo.
Ci sono giorni in cui abbiamo bisogno di sentirci comode. Altri in cui abbiamo voglia di esprimere cura, sensualità, essenzialità, femminilità.
Scegliere un abito con intenzione significa chiedersi, anche solo per un istante:
Come voglio sentirmi oggi?
La tua risposta guida la scelta molto più di una regola di stile, che certamente può orientare e apportare un senso di sicurezza, ma non deve sostituirsi alla libertà di scegliere come vuoi sentirti.
Anche lo spazio fa parte della nostra bellezza
La cura non riguarda soltanto il corpo.
Gli ambienti in cui viviamo, in primis la casa, sono un’estensione del nostro corpo fisico.
Un bagno ordinato, una luce piacevole al mattino, i fiori freschi al centro del tavolo, un asciugamano morbido, il profumo di una stanza, i cuscini sul letto: sono sentinelle dei nostri sensi.
Ci comunicano qualcosa e contribuiscono a immergerci in quella vibrazione della bellezza che non si può spiegare, ma si può solo vivere.
La ritualità non è perfezione
C’è un rischio, quando parliamo di routine: trasformarla nell’ennesima lista di cose da fare bene.
Una beauty routine intenzionale non dovrebbe diventare un’altra forma di pressione.
Non dobbiamo svegliarci un’ora prima, fare dieci passaggi di skincare, meditare, fare stretching, preparare una colazione perfetta e farci salire l’ansia da disciplina.
La bellezza non ha bisogno di performance.
Al contrario, il valore del rituale sta proprio nella sua possibilità di essere semplice, personale e imperfetto.
A volte intenzione significa dedicare cinque minuti.
A volte significa scegliere di non fare nulla.
A volte significa accorciare la routine perché siamo stanche e avere la stessa cura proprio nel concederci di rallentare.
Forse è questo il punto.
Non abbiamo necessariamente bisogno di più prodotti, più trattamenti o più tempo.
Ma di creare bellezza regalando un significato diverso ai gesti che già fanno parte delle nostre giornate. Perchè la bellezza è un dono per noi e per il mondo.
E tutti questi gesti, messi insieme, raccontano qualcosa di più grande della semplice cura estetica.
Raccontano il modo in cui scegliamo di prenderci cura della nostra esperienza quotidiana.
La bellezza, allora, non è soltanto qualcosa che cerchiamo di ottenere.
È anche un modo di fare le cose.
E forse una beauty routine davvero personale comincia proprio da qui:
non dal chiedersi che cosa mi manca, ma dal chiedersi con quale intenzione voglio fare ciò che già faccio ogni giorno.
Fosse anche solo trascorrere una notte in bianco con un’amica a raccontarsi desideri, a contare le stelle, con il viso tappezzato di patch colorati, con il principio attivo della forza del cuore.
(Se questo articolo ti è stato utile, puoi approfondire con: IL VERO SIGNIFICATO DELLA PERFEZIONE: perché vedi solo i tuoi difetti)
Tanta LUZ,
Elena


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